Pubblicato in: Digressioni

Scotland

A chi cammina con me, anche quando sogno da sola.
Alla Scozia, che parla senza aprire bocca.
E a ogni fiore, pietra e folata di vento che mi ha ricordato che ero viva.
Da tempo sognavamo un viaggio. Non uno qualsiasi: uno di quelli che ti prende per mano e ti porta dove non sapevi di voler andare. Cercavamo un luogo che non fosse solo bello, ma vero. Un luogo dove il vento non fosse semplice aria, ma una voce. Dove le pietre avessero memoria e il mare bussasse al cuore invece che alla riva.
Abbiamo scelto la Scozia come si sceglie una melodia: per il ritmo che vibra dentro, per le pause che fanno pensare, per le note che arrivano quando meno te le aspetti.

Non è una guida turistica.
Non ne avevamo bisogno, e tu non ne hai bisogno adesso.

Questo è un diario di attimi: sguardi che si sono intrecciati con il paesaggio, pensieri che hanno trovato casa tra le colline, emozioni che si sono sedute accanto a me senza chiedere permesso.

È la Scozia vista con gli occhi di chi ama la poesia nascosta nelle cose semplici:
un cancello fatto di tubi che sembra uscito da un romanzo steampunk,
una sauna su ruote che ti guarda come per dire “coraggio, entra”,
un verso inciso sul pavimento che ti ricorda che la poesia è ovunque, basta chinarsi.

È la Scozia degli spettatori e dei protagonisti.
A volte siamo stati l’uno, a volte l’altro.
Spesso entrambe le cose insieme.

Ogni foto è stata scattata per ricordare, ma anche per condividere.
Ogni parola nasce dal bisogno di dare forma a ciò che non si può dire a voce — o che, a voce, non suonerebbe allo stesso modo.

E così, tra castelli e librerie, tra spiagge e rovine, ho camminato.
A volte con passo leggero, a volte con il cuore pieno, sempre con gratitudine.
Perché si può amare il viaggio anche da fermi, e i luoghi possono cambiarti anche se ci resti solo pochi giorni.

Questo diario è il vento che mi ha spettinata, la pioggia che mi ha battezzata, il silenzio che mi ha ascoltata. È la Scozia che ho incontrato. E che, in qualche modo, ha incontrato me.