Mi liberai di quel tentativo maldestro
di chiudere la mia anima
in una parentesi di corpi arrotolati e distesi,
congiunti ed uniti da un punto interrogativo.
Non fu difficile strapparlo.
Era stoffa leggera.
Le virgole erano state sprecate,
pause silenziose,
inconsistenti e non definitive,
aliti di possesso e di respiro,
che avevano accarezzato,
ma non inciso.
Le parole,
lasciate sulla superficie bianca,
mostrarono contenuti sudatamene vuoti
presero a danzare
seguendo il ritmo di un periodo claudicante.
La mia anima rimase libera
di mettere il punto
senza interrogativi.
Ilidia Comparini – La strega vera
