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Prendo quello delle 18

Costanza si guarda attorno nel vagone, cercando di distrarsi dal turbine di pensieri che le frulla in testa. L’amore a distanza, una sfida continua. La vita da pendolare sembra riflettere il suo cuore, che si muove così lontano.
“Criptica!” esclama mentalmente, pensando a come l’ha definita Marco, oggi. Sembra non capire.
“Sono io, invece che mi sento sempre inopportuna rispetto alla nostra situazione, perché ho imparato ad accettarla così com’è. Siamo come “color che stan sospesi”, ammette con sé stessa, ma possiamo fare diversamente? Abbiamo un’altra scelta?”
Se qualcuno, in questo momento le chiedesse se e come si sopravvive ad un amore a distanza, farebbe una conferenza! Marco sembra provare piacere a logorarla e sempre, sempre sempre! quest’argomento esce fuori poco prima che lei torni a casa, dopo aver trascorso il week end insieme.
“Costanza, Che facciamo!? Siamo lontani. Quale futuro?” E lei rimane in silenzio, lei che si pavoneggia del suo amore, si gongola, si contempla e fa la ruota. A volte pensa che lui che non la ami abbastanza e che desideri lasciarla. Il suo volto si rabbuia, gli occhi sembra vogliano coprirsi.
” E che lo dicesse una volta per tutte!”.
Stasera si è arrabbiata, anzi, infuriata: ” Prendo quello delle 18!” ha detto stizzita, rivolgendosi a Marco che è rimasto a guardarla sorpreso, perché non se lo aspettava.
“Eddai, Costanza, prendi fuoco subito” Costanza si è voltata e l’ha guardato minacciosa, Marco le vede il labbro superiore tremare e sa che quello è il segno del litigio.
” Oh, sì! Io prendo fuoco facilmente, corretto, ma sto tentando di mantenere in equilibrio un segmento, l’amore, con sentimento e sensazioni, ma anche razionalità. Cerco di far rimanere tutto intatto, ma Marco, credimi che ci vuole la mia pazienza. Ogni volta, ogni benedetta volta, – il tono della voce si è alzato adesso – tu prepari un’esplosione perfetta: cariche incendiarie, di naftalina e polvere da sparo. Io soffro questa situazione così come la soffri tu, ma non per questo dobbiamo rovinarci tutti i fine settimana, ti pare? O forse devi dirmi qualcosa, eh? “. L’ultima frase, Costanza l’ha pronunciata quando ormai era sulla soglia del portone con lo zaino in spalla e gli occhi lucidi. Marco, confuso e sconcertato, le si è avvicinato, la sua mano si è posata sulla sua guancia, l’ha baciata sugli occhi. La ama e la vorrebbe lì, con lui, sempre. “Scusa, ti vorrei qui, con me”. Costanza non cede “Scuse accettate, ma vado via lo stesso”.
E adesso, fra questi pensieri che si affastellano, ecco una faccia nuova che le strappa un sorriso nonostante le sue esitazioni.
“Hai da accendere?”
“Ehi, non si può fumare,” dice con un tono che cerca di essere severo, ma si tradisce subito nel suo sguardo sorpreso. Ugo sorride, rivelando denti candidi che catturano l’attenzione. Gli occhi neri come la pece brillano di una luce giocosa.
“Dai, era solo una scusa per sapere cosa stavi pensando,” risponde Ugo, allegro, tirando fuori il lato più leggero della situazione “L’ espressione del tuo viso riflesso nel finestrino era così buffa!”
Costanza arrossisce, la sua mente corre all’impensabile: come può uno sconosciuto svegliare in lei una simile reazione? “Buffa, eh?” mormora, mentre il suo imbarazzo svanisce, lasciando spazio a una nuova curiosità.
“Ciao, sono Ugo,” dice, avvicinandosi un po’ di più, e in un attimo la tensione si scioglie. Lo scambio di mani è un gesto semplice ma significativo; sembra che Ugo l’abbia accolta in un nuovo mondo, fatto di parole e risate.
“Sto tornando a Grosseto, sono salito a Pisa” inizia Ugo con entusiasmo, facendo lievitare in Costanza un senso di appartenenza – “e, fra l’altro, il mio posto prenotato è tre file in più avanti, ma è posto unico, mi sarei annoiato. E tu? Roma?” dice, disinvolto, mentre sistema lo zaino e piega il cappotto in modo ordinato.
“Sì, esatto!” “Viaggio di lavoro? ” il sorriso di Costanza si spenge “No, torno da un fine settimana con il mio compagno” e aggiunge ” relazione a distanza”.
“Non penserai mica di essere sola a vivere questo tipo di avventura?” dice Ugo, strappando un altro sorriso a Costanza.
A quel punto, entrambi si ritrovano nel mezzo di un argomento che tocca nel profondo cuore di ognuno di loro.
I minuti passano, e mentre Ugo condivide dettagli della sua vita, Costanza si sente sempre più a suo agio. Ironizza sulla citata “tristissima Partita IVA,” mentre lui ridacchia, portando un po’ di leggerezza nel vagone affollato e silenzioso, con tanti volti rivolti a cellulari o tablet.
“Ne vuoi?” le offre all’improvviso, tirando fuori dal suo zaino una busta di bomboniere di pane fritto. Costanza ride, ma educatamente rifiuta.
“Da quanto tempo ‘pendoli’?” le chiede Ugo, lanciando un’affermazione che non può fare a meno di incuriosirla.
“Un anno.” La risonanza di quella parola sembra pesare nell’aria.
“Ah, ecco! Per questo sembri così pensierosa,” dice lui, ” in seguito ci si abitua” incoraggiandola a condividere di più. Costanza si sente esposta e nicchia, è pur sempre un estraneo, seppur simpatico.
Ugo non si dà per vinto, ci prova e ci riprova, Costanza respinge i continui inviti alla conversazione, anzi, ad un certo punto, si irrigidisce.
Cerca di ricondurre la conversazione a sentieri personalizzati, e all’addebito di mutismo che Ugo le rivolge, risponde irritata. “Penso che questi siano temi da affrontare in privata sede con sé stessi e, preciso, ti conosco domani, nel senso che non ti conosco e non credo di volermi confidare con te”.
La risposta di Costanza è rigida e accenta, volutamente, su quel “non”.
“Diretta, eh? Come questo treno. ok, ok, scusami”. Ugo si alza e le dà le spalle, “torno al mio posto”.
“Sono una deficiente “. Costanza, a quella reazione, si biasima e pensa che in fondo, non è così male aprirsi, anche solo per un momento, ad uno sconosciuto e poi c’è qualcosa in lui che la invita a rilassarsi.
Alla fine, deve ammettere che, tra qualche risata e qualche battuta, le ha permesso di allontanare i suoi rumorosi crucci. Mormora una scusa, arrossendo. “Non volevo offenderti”.
“Se vuoi parliamo del tempo”, dice Ugo, rimettendosi a sedere con un sorrisone.
Costanza non può fare a meno di ridere. La situazione sembra surreale: due sconosciuti che si trovano su un treno e improvvisamente si ritrovano a chiacchierare come vecchi amici.
“Beh, il tempo…”, inizia Costanza, cercando di mantenere il tono leggero. “È un argomento classico, non credi? Ma in effetti, cosa si può dire del tempo? È sempre così imprevedibile. Oggi fa un freddo polare, ma domani potrebbe piovere o, chissà, magari ci sarà un sole splendente”.
Ugo annuisce, mostrando un’intesa. “Già, è un po’ come le relazioni, giusto? A volte sono calde e accoglienti, altre volte sembrano gelide e distanti. E, nel caso delle relazioni a distanza, il clima può diventare davvero… instabile!”
Costanza lo guarda, colpita dalla connessione tra il meteo e le emozioni. “Hai ragione. A volte è davvero una lotteria! Nella mia situazione, il sole splende solo nei weekend, ma durante la settimana… beh, è un po’ come se fossi in un temporale.”
“Un temporale d’amore!”, esclama Ugo ridendo. “Dovresti scrivere un libro su questo. ‘Le previsioni del cuore: come affrontare le tempeste emotive’!”
“Ahah, mi piace l’idea!” Costanza sorride. “Potrei anche includere un capitolo su come mantenere il morale alto quando le nuvole sembrano addensarsi.”
Ugo la guarda con curiosità. “E come lo fai, esattamente? Come riesci a restare positiva in un amore a distanza?”
Costanza si ferma un attimo, riflettendo. “Ci sono giorni in cui è difficile, ma mi concentro sui piccoli momenti. Ad esempio, un messaggio inaspettato, una videochiamata… e quel piccolo sorriso che vedo sul suo volto. Ma ci sono anche le serate solitarie che pesano.”
“Capisco. È una mazzata, no? Ma sapessi quante volte mi sono sentito così. Amo Melania, ma anche le storie più belle hanno le loro ombre,” dice Ugo, con un tono comprensivo.
Costanza lo guarda un po’ sorpresa, poi solleva le spalle. “Sì, le ombre fanno parte del pacchetto, credo” abbassa lo sguardo, ma si riprende ed esclama “parliamone!” sorpresa di averlo detto. “Come riuscite ad accettare questa situazione? È complicata.”
Ugo si illumina e comincia a raccontare a Costanza delle loro avventure dei week-end: lunghe passeggiate nei parchi, cene improvvisate, persino maratone di film. Ogni parola sembra portare un po’ di sole nel loro piccolo vagone, e Costanza si sente sempre più a suo agio.
“Vedi? Ecco il segreto,” dice alla fine Ugo, “parlare, condividere le esperienze, far ridere l’altro. È come utilizzare un ombrello quando piove: non puoi fermare la pioggia, ma puoi restare asciutto.”
“Mi piace,” sorride Costanza, mentre il treno continua il suo viaggio. “E sai una cosa? Parlare con te ha reso la mia giornata un po’ meno nuvolosa.”
E così, continuano a chiacchierare, due anime che si incontrano nel vasto panorama della vita, legate da un semplice incontro su un treno, mentre il mondo fuori scorre veloce.

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L’idraulico

Allora, c’è da dire che sono circa 10 giorni che lo scaldabagno a gas non funziona. Hai chiamato il tecnico? Ma cerrrrrrrrto!!!

8 giorni fa la prima visita: ok, c’è da sostituire un pezzo, poco male, con 170 euro ce la caviamo, andiamo avanti ed aspettiamo che arrivi.

Sembra una cosa facile.

Signora, è arrivato il pezzo in sostituzione
Bene – dico io.
Le va bene se veniamo domattina verso le nove?
Ma certo che va bene!!!!

Sembra risolto, vero?
E no!

Quell’appuntamento era per giovedì della scorsa settimana. Intanto qui viaggiamo come negli anni preistorici, pentoloni d’acqua calda che vanno e vengono, pentole piene d’acqua sempre sul fuoco……. E a volte, dopo 10 ore di lavoro, manco ti laveresti per come è scomodo tutto quanto.
Vogliamo fare gli ottimisti? E facciamoli!
Meno male il tutto è successo adesso che siamo di giugno, che abbiamo 48 gradi, t’immaginisetifossesuccessodidicembre (non è un errore di battitura, dovete proprio leggerlo tutto d’un fiato!!)?
E intanto i pentoloni sono sul gas.
Arriva il fatidico giorno, un altro sospirato giovedì mattina. In casa viviamo in trepida attesa: stasera, ci faremo una doccia decente (questo è da leggersi con tono da Fantozzi!!!)

E invece? E invece no!! Niente doccia! Perché?

Perché quello da sostituire non è il pezzo giusto, ce ne vuole un altro che probabilmente costa quanto la caldaia nuova!
E che fa signora? Spende un visibilio per la sostituzione della caldaia che noi NON le metteremo al solito posto perché le normative adesso non lo consentono! E se domani le viene l’impiegato del Comune a fare il controllo? In trenta giorni trenta, deve mettere tutto a norma!

Ma porcaccialamiseriaccia! Proprio adesso doveva accadere tutto questo?
Adesso che sto lavorando dieciore al giorno, adesso che la più piccola ha la maturità, adesso che il più grande dovrebbe cominciare a “lavorare”?
” Eddai,su, fai l’ottimista: meglio ora che a dicembre!”
Ok! Prendo atto, prendo anche un bel respiro e mi preparo a vivere tra i calcinacci per un bel po’.
Mi arrendo, cedo! Sì, sì, avete sentito bene, cedo. Venite a fare il sopralluogo, fate ciò che dovete fare. Tanto………in casa non ci sono mai: sono sempre al lavoro!!!!

Signora, sono l’idraulico, la trovo in casa stasera?
A che ore viene?
Intorno alle 18, 30/19,00
Che faccio mi rifiuto?
Sono le 20, 10 e dell’idraulico non c’ è traccia.
Tu.tu.tu.tu.tu. Cellulare sempre occupato: ma con chi chiacchiera questo????
Ore 20,15 – il cellulare squilla! WOW!
Che faccio l’aspetto? – dico con voce quasi disperata – appena sento la sua voce –
Sì, sì, aspettami – mi dà del tu inaspettatamente – tra cinque minuti sono lì.
Entra, l’idraulico, è alto due metri, per parlargli mi si è smossa l’ernia cervicale, in più ha un occhio che guarda da tutt’altra parte e quindi faccio fatica a capire se parla con me o con la porta del ripostiglio.
Comunque, è qui, credo di essere contenta. Finalmente.
Mah………….

Intanto esordisce che vuole far tutto prima di sabato: ” perché me ne voglio andare all’Elba!”
Mi sento svenire.
In modo molto pratico, mi suggerisce qual é il lavoro da fare.
E, dal momento che sono sempre contenuta in tutte le mie cose, sapete come è andata a finire?
Che l’idraulico, impietosito, viene sabato mattina prossimo. Un uomo di coscienza?
Seeee: vuole andare in ferie.
Ormai è fatta, quindi, niente mare sabato………….ok ok buoni! ci sono cose peggiori, dobbiamo fare gli ottimisti.
Bene. Prometto! Giurin, giurello!
P.S. e non gliela dò vinta all’idraulico…….. Sabato pomeriggio al mare!

Ilidia Comparini – La strega vera